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Umbria

Orvieto

Una città su un blocco di tufo, con sotto milleduecento grotte.

Orvieto sta in cima a una rupe di tufo alta ottanta metri con le pareti verticali su tutti i lati: è questo che l'ha resa inespugnabile e che le ha dato la forma, perché la città finisce dove finisce la roccia. Era etrusca, poi comune libero, poi sede dei papi in fuga da Roma, che qui si sentivano al sicuro.

Il duomo è stato cominciato nel 1290 e la facciata, a mosaici dorati e rilievi, è uno dei fronti gotici più lavorati d'Italia. Dentro, la cappella di San Brizio contiene il Giudizio Universale affrescato da Luca Signorelli fra il 1499 e il 1504, che Michelangelo vide prima di dipingere la Sistina.

Il sottosuolo

Il tufo si scava facilmente, e per duemilacinquecento anni chi abitava qui ha scavato: sotto la città ci sono circa milleduecento cavità fra pozzi etruschi, cisterne, cantine, colombaie e frantoi. Una parte si visita con la guida, ed è Orvieto Underground. Il pozzo di San Patrizio, scavato fra il 1527 e il 1537 per garantire l'acqua in caso d'assedio, scende cinquantaquattro metri con due scale a elica indipendenti, così che chi saliva non incontrasse chi scendeva: sono duecentoquarantotto gradini per ciascuna.

Come arrivarci

L'auto si lascia in basso, alla stazione o al parcheggio Campo della Fiera, e si sale con la funicolare o con gli ascensori: in centro non si entra. Orvieto ha il casello sulla A1 ed è sulla linea ferroviaria Firenze Roma, quindi è la città umbra più facile da raggiungere senza deviare.

Dal Trasimeno è un'ora di strada, dalla Valle Umbra un'ora e mezza. Intorno si fa il vino bianco di Orvieto, e le cantine della zona ricevono su prenotazione; a venti minuti, già in Lazio, c'è Civita di Bagnoregio.