Un lago poco profondo e una montagna che fiorisce
Colline coltivate, due fiumi importanti e l'Appennino sul bordo orientale.
L'Umbria è per due terzi collina e per il resto montagna, e la pianura vera è solo la Valle Umbra e il fondo delle valli del Tevere e del Nera. Il paesaggio che tutti riconoscono, quello dei campi geometrici con i filari e le case di pietra sui poggi, è collina coltivata da secoli: la regione ha una delle superfici agricole più continue d'Italia e pochissima periferia.

I fiumi
Il Tevere entra dalla Toscana, attraversa tutta la regione da nord a sud e ne raccoglie le acque: il Chiascio, il Topino, il Nera. Il Nera scende dai Sibillini e scava la Valnerina, una gola stretta lunga una cinquantina di chilometri con i paesi aggrappati e le abbazie in fondo. Sopra Terni riceve il Velino, e quel salto è la cascata delle Marmore.
Il Trasimeno
È il quarto lago italiano per superficie e il più grande dell'Italia centrale, ma è profondo in media sei metri: un fondo di conca senza emissario naturale, che si abbassa nelle estati secche. Ha tre isole, la Maggiore, la Polvese e la Minore, e le rive sono basse e coltivate a olivi. L'acqua si scalda presto e resta calda fino a settembre.
La montagna
Il bordo orientale è appennino vero: il parco nazionale dei Monti Sibillini, condiviso con le Marche, con la cima del Redentore a 2.448 metri, e più a nord il Monte Cucco e il parco del Subasio sopra Assisi. Sul Piano Grande di Castelluccio, a milletrecento metri, ogni anno fra fine maggio e i primi di luglio le lenticchie e i papaveri colorano il fondo della conca.
I parchi
Oltre ai Sibillini ci sono il parco fluviale del Nera, quello del Tevere, il Monte Subasio, il Monte Cucco e il lago Trasimeno, che è parco regionale a sua volta. La regione ha protetto un decimo del proprio territorio, e quasi tutte queste aree sono percorribili a piedi o in bicicletta su piste ricavate da vecchie ferrovie.