Ceri che corrono, infiorate e un festival di jazz
Feste medievali prese sul serio, e due rassegne che hanno cambiato le città.
In Umbria convivono due calendari: quello delle feste dei paesi, che vengono dal Medioevo e non hanno mai smesso, e quello dei festival del Novecento, che hanno portato qui un pubblico internazionale e che ormai fanno parte del paesaggio quanto le mura.
La Corsa dei Ceri
Il 15 maggio a Gubbio si corre la Festa dei Ceri: tre strutture di legno alte quattro metri, con sopra le statue di sant'Ubaldo, san Giorgio e sant'Antonio, vengono portate di corsa da squadre di ceraioli su per il monte Ingino, con quattrocento metri di dislivello. Non è una gara, perché l'ordine di arrivo è sempre lo stesso: è una prova di resistenza collettiva, e si fa da almeno ottocento anni.

Le infiorate e le giostre
A Spello, per il Corpus Domini, si passa la notte a comporre tappeti di petali lunghi centinaia di metri lungo le strade del centro, e alla mattina ci passa la processione sopra. A Foligno si corre la Giostra della Quintana, un torneo a cavallo in costume seicentesco, due volte l'anno. Ad Assisi il Calendimaggio divide la città in due parti che si sfidano a maggio.
I festival
Umbria Jazz si tiene a Perugia in luglio dal 1973, e per dieci giorni la città suona in piazza e nei teatri, con i concerti principali all'arena Santa Giuliana. Il Festival dei Due Mondi di Spoleto, nato nel 1958 per iniziativa di Gian Carlo Menotti, porta in giugno e luglio opera, teatro e danza in una città di quarantamila abitanti.
L'autunno e l'inverno
Da ottobre ci sono le sagre del tartufo e della castagna, la più nota a Città di Castello. A Perugia, in ottobre, Eurochocolate riempie il centro. A dicembre sul monte Ingino di Gubbio si accende un albero di Natale disegnato con le luci sul fianco della montagna, alto settecento metri.